Chi non ha mai collegato questa parola quando pensa alla Grecia? Il Sirtaki è un caposaldo della cultura Ellenica ed a differenza di quanto tutti pensino, non si tratta di una tradizione che si protrae da secoli ma bensì ha una nascita molto attuale che ha saputo farlo diventare uno dei segni identificativi della nazione.
Cominciamo con lo specificare che il Sirtaki è una danza tipica che tutti i Greci sanno ballare o per lo meno ne conoscono i passi. Creato appositamente per il film “Zorbas il Greco” nel 1964, le melodie sono state scritte appositamente per il movie da Mikis Theodorakis. Per chi lo ha visto quanto bella ed emozionante è la scena quando Zorbas interpretato da Anthony Quinn insegna il ballo a Basil lo scrittore inglese trasferitosi per affari a Creta sulla meravigliosa spiaggia di Stavros nella Penisola di Akrotiri? Ecco questa parte del film ha dato popolarità alla danza facendola diventare un simbolo. Qualcuno pensa sia stata una mossa puramente di marketing per pubblicizzare e far conoscere la Grecia come luogo di vacanza e diciamocelo ci sono riusciti alla perfezione.
Dal punto di vista filosofico ed i Greci qui ne sono maestri come ci dimostra la storia, tutto è legato al Kefi. Il Kefi è una parola greca impossibile da tradurre, possiamo solo spiegarvi cosa rappresenta, un lume sempre vivo nell’animo che irradia la vita ai momenti quotidiani. Può essere legato a sentimenti di gioia, entusiasmo e passione, oppure può indicarvi la direzione da prendere nei periodi oscuri della vostra vita, insomma un fuoco sacro che tutti abbiamo e che dobbiamo imparare ad ascoltare e seguire. Un esempio di Kefi è l’usanza di rompere i piatti ai matrimoni, uno sfogo dopo un momento di estrema esuberanza e gioia, in poche parole possiamo dire che con il Kefi l’anima ed il corpo diventano coesi ed insieme sprigionano quello che c’è dentro di noi stessi. La danza ne è un altro esempio, momenti di estasi, felicità e di liberazione.
Il nome Sirtaki, deriva dalla parole Syrtos che significa trascinato-lento e la danza non è altro che una fusione di altri balli con origini antiche come l’Hasapiko che risale ai tempi di Costantinopoli e nata nel Medioevo, l’Hasaposerviko che risale agli anni 20 quando nel nord della Grecia la musica era suonata più velocemente in quanto influenzata dalla cultura serba ed il Pidiktos che prevede anche dei piccoli salti rapidi. Il Sirtaki inizia con i ritmi lenti dell’Hasapiko per poi crescere e diventare più veloce con i passi dell’Hasaposerviko. Il bello di questi balletti sono i legami sociali che si creano tra i partecipanti che possono essere uomini o donne, poveri o ricchi, giovani o vecchi, nulla importa l’unica cosa importante è fare uscire le emozioni raggiungendo il kefi.
Come si balla il Sirtaki
La danza del Sirtaki si balla in linea (il naso deve essere nella stessa direzione per tutti i partecipanti) solitamente in file composte da cinque a dieci persone ma possono anche aggiungersene altre non c’è un limite preciso, oppure anche in formazione circolare con il leader sempre alla fine, dipende dai luoghi e dall’occasione. Ognuno mette le mani sulla spalla del suo vicino ed il ritmo parte lento e fluido in 4/4 per poi accelerare fino a 2/4 nelle parti più veloci che a volte includono anche dei salti. La direzione del ballo può essere invertita da destra a sinistra o viceversa. Ad ogni passaggio, la gamba di sostegno deve essere leggermente piegata. Il passo principale praticamente è un susseguirsi di incroci partendo dalla parte della gamba anteriore destra sopra a quella sinistra. Non è difficile essere coinvolti in questo bellissimo rito goliardico, ed in men che non si dica sarete dentro al Kefi.
Il Sirtaki lo potrete vedere ballare ovunque, durante una cena in una tavernetta sul mare, in piazza per una celebrazione, su palcoscenici dal vivo insomma sarà impossibile non imbattervi in questo momento di gioia ed essere coinvolti unendovi ai ballerini. Quindi, lasciatevi andare, partecipate e se sbagliate non importa, l’importante è divertirsi.
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