Il Bouzouki è il classico strumento greco che viene utilizzato per le serate tipiche di musica dal vivo e nelle feste popolari. Appartiene ai cordofoni con origini antichissime ed il suo avo era uno strumento chiamato Panduro.
La sua comparsa risale al 3° millennio a.C ed in Mesopotamia esistevano fino dall’era Arcadica. In pratica si trattava di un liuto a manico lungo a tre doppie corde (trícordo sin greco) ed erano di due varietà differenti, una aveva la forma di pera ed era popolare in Assiria e Persia l’altra invece di forma triangolare allungata proveniente dalla Cecenia e dalla Georgia. Alla caduta dell’Impero Bizantino veniva chiamato Bouras e con la dominazione Ottomana nel 1453, i turchi adottarono lo strumento per la loro musica chiamandolo Tambur ma si tratta esattamente della stessa cosa. Dopo la seconda guerra mondiale, il Bouzouki originale a tre doppie corde, diventa a quattro doppie corde (tetráchordo in greco) e raggiunge la sua popolarità grazie a Manolis Chiotis compositore e grande solista di bouzouki rebetiko e laiko greco di tutti i tempi. Per suonarlo bisogna essere abili e virtuosi in quanto serve una particolare velocità nello scorrere le dita sulle corde specialmente quando i ritmi si fanno incalzanti e rapidi.
Come è fatto il Bouzouki
Il manico è molto lungo con ben 26 tasti spesso decorati con madreperla e deve essere di legno di ebano. La tavola armonica chiamata Kapaki è a forma di goccia ed è realizzata rigorosamente in abete. La parte superiore è per la maggior parte impreziosita da decorazioni chiamate figuresche rappresentano motivi floreali oppure disegni personalizzati e possono ricoprire anche due quarti dello strumento, più ne è ricco più è prezioso. Il buco nel mezzo chiamato Rodha solitamente è rotondo ma può essere anche ovale.
La cassa armonica si chiama Skafos ed è formata da diverse doghe di palissandro non cose unite tra di loro. Più strisce di legno ci sono, in media vanno dalle 20 alle 60, migliore sarà l’acustica del suono. Come dicevamo prima, le corde sono quattro doppie ma alcuni modelli rispecchiano i vecchi strumenti a tre doppie. Sono tutte accordate con re-la-fa-do per il tetrachordo mentre re-la-re per il trichordo. La scelta dell’accordatura è comunque una libera scelta da parte del musicista.
Dal Bouzouki sono nati altri strumenti come il Baglamas molto simile dalle origine turche con un collo molto lungo tra i 50 ed i 60 cm e dalla cassa armonica a forma di pera. Ha tre coppie di corde accordate con re-la-re ed un’ottava più in su dove le coppie acute sono simultanee mentre quelle più basse in ottava. Per suonarlo è necessario un plettro che conferisce al suono un rumore metallico. Il Baglamas era molto amato dei Rebetes gli sfollati di origine greco-turca della Catastrofe dell’Asia Minore odiati da politici dell’epoca e dalla polizia, costretti a vivere come sbandati nelle periferie di Atene e Salonicco che diedero vita al Rebetiko una musica molto forte di contenuti che parla di disagi sociali, storie di povertà e di struggenti drammi di vita o di amore. Quando il Bouzouki a quattro corde diventò nella prima metà del novecento lo strumento principale per la musica popolare, il Baglamas si trasforma completandosi con 36 tasti e si ridusse di dimensioni per poter essere nascosto sotto ai vestiti per evitare la loro distruzione da parte del governo che proibì la musica rebetika in quanto considerata malsana e pericolosa per il suo potere di incitare le persone a ribellarsi.
Se durante la vostra vacanza in Grecia trovate una taverna od una caffetteria con musica dal vivo, non perdete l’occasione di fermarvi e lasciarvi rapire dalle musiche a volte ipnotiche che parlano di tradizioni radicate, che nessuno neanche i giovani vogliono scordare anzi è sempre più forte la convinzione di tramandare il passato da generazione in generazione per non dimenticarsi mai le proprie origini.
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